Balma Mario

Pittore

Mario

 

Balma

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PROFILO D' ARTISTA

 

 

L'arte di Mario Balma, nel continuo ridiscutersi, definisce nel tempo il concetto di sperimentazione, di scoperta e di intuizione quale suo proprio ed originale fondamento.

La recente produzione dell'artista di Balangero è difatti il risultato di una lunga e prolifica attività di ricerca pittorica mai considerata chiusa e definitiva.

Dalla pittura figurativa degli esordi e,dopo le opere dei primi anni 90 giocate sulla plasticità, ma ancor di più sullo scontro cromatico molto forte di tinte come il rosso e il nero, oggi Mario Balma propone un'ulteriore evoluzione del quadro.

La base della tela rimane ancora in rilievo, accresciuta e lavorata con paste e carte, come nell'ultima produzione ma le tinte hanno smesso il loro abito contrastante e acceso per lasciare spazio a tenui tonalità pastello così leggere ed evanescenti da ridursi talvolta a monocromatismi di indicibile leggerezza.

Questi colori fra loro così ben amalgamati sanno trovare una loro valida comunicatività grazie al sapiente mestiere del pittore mestiere del pittore che sa cogliere quell'anima espressiva che è intrinseca all'attività dell'artista.

Si deve anche all'amicizia e alla frequentazione del pittore torinese Cleo Zanello, la capacità con la quale Mario Balma ha saputo trarre dal colore e dalla materia pittorica tutta la gamma delle possibilità espressive e l'impatto emozionale che le stesse trattengono e trasmettono.

La ricerca artistica diventa allora, come talvolta accade, anche ricerca dell'essenzialità e Balma arriva quindi a presentare delle tele dove il colore si è consegnato alla pura plasticità: come se le tinte, già così labili e leggere, siano state inghiottite dalle levigate scanalature dell'impasto materico.

Elemento quest'ultimo che in tal modo diventa anche assolutamente figurativo, assorbendo in sé tanto la funzione del significato quanto del significante dell'opera.

Lo spettatore, abbandonando lo sguardo su queste mobili superfici, potrà riconoscervi profili naturali, umani o meccanici ma, qualora ciò non accadesse, egli non percorrerà la tela indarno, ché l'autore non vuole mostrare ma colpire l'anima profonda dell'uomo, oltre le immagini piane e razionali dell'arte figurativa.

Giugno, 1997

Augusto Giacometti